"Da Apice ad Apice": un Simposio Internazionale di Scultura per rinascere nella pietra

Redazione

Sei artisti da cinque nazioni si incontrano ad Apice (BN) per creare opere permanenti che raccontano memoria, resilienza e futuro.

Comune di Apice (BN) • Progetto di Egidio Iovanna31 maggio – 12 giugno 2026

"Un luogo nato due volte." È così che si può descrivere Apice, borgo del Sannio segnato dal terremoto e poi ricostruito. Ed è da questa doppia nascita che prende vita un progetto artistico unico nel suo genere.

Il Simposio Internazionale di Scultura "da Apice ad Apice", ideato e curato dallo scultore Egidio Iovanna, porta nel Comune di Apice (BN) sei artisti provenienti da Turchia, Macedonia, Ucraina, Germania e Italia. Per due settimane lavoreranno fianco a fianco nella piazza del paese, trasformando blocchi di pietra in opere permanenti destinate a restare nel tessuto urbano della città. Non una mostra temporanea, non un evento passeggero: un atto di costruzione collettiva, dove la scultura diventa linguaggio condiviso tra culture distanti e comunità locali.

Gli artisti e le loro opere

Ogni artista ha sviluppato un progetto site-specific, ispirato alla storia e all'identità di Apice, al suo essere nata due volte — come città antica e come città nuova.

  • Evrim Kilic Turchia "La Prima Frase" — un bambino davanti a una lavagna vuota. Eravamo. Siamo. Saremo.
  • Aleksandar Eftimovski Macedonia "Risonanza" e "Geo" — forme geometriche che dialogano con i suoni e la geologia del territorio.
  • Olena Dodatko Ucraina "Silent Germination" — il momento silenzioso in cui un seme comincia a germogliare sotto terra.
  • Verena Mayer-Tasch Germania "Germoglio" — un germoglio stilizzato in pietra, ispirato alla tecnica degli origami.
  • Egidio Iovanna Italia "Al di là del Fiume" — un ponte come cicatrice trasformata in legame tra la città vecchia e quella nuova.
  • Dante Iovanna Italia "Confronto" — una famiglia di palazzi in dialogo: Apice vecchia e Apice nuova, connesse dalle stesse linee.

Temi che risuonano

Ciò che colpisce, leggendo i progetti, è la convergenza spontanea di significati: quasi tutti gli artisti hanno scelto metafore di soglia — il germoglio che spinge verso la superficie, il ponte che unisce le due rive, la lavagna bianca su cui si scrive il futuro. Come se la storia di Apice avesse parlato a ciascuno in modo indipendente, suggerendo le stesse immagini archetipiche di rinascita.

"Il ponte diventa così una cicatrice trasformata in legame, in continuità. E in questo equilibrio fragile, prende forma la resilienza dell'uomo e del suo abitare." — Egidio Iovanna

La scultura di Evrim Kilic, "La Prima Frase", è forse la più emozionante nella sua interattività: il retro della lavagna è lasciato intenzionalmente vuoto, perché ogni visitatore possa scriverci qualcosa — un nome, un ricordo, un sogno. L'opera non è mai finita; si completa con chi passa.

Il programma

30 maggio Arrivo degli artisti e accoglienza

31 maggio Presentazione ufficiale del Simposio e avvio dei lavori

4 giugno Escursione culturale per artisti e organizzazione

6 giugno Visita alla Cantina Giardino

11 giugno Conclusione del Simposio, premiazione degli artisti e inaugurazione delle sculture in piazza

12 giugno Installazione finale delle sculture e partenze degli artisti

Arte come memoria viva

Quello che il Simposio "da Apice ad Apice" propone va oltre l'evento culturale. È un atto di cura verso un territorio, un modo per restituire bellezza permanente a una comunità che ha saputo ricominciare. Le sculture non saranno esposte in un museo: abiteranno la piazza, staranno tra la gente, si riempiranno di luce e ombra con il passare delle stagioni.

In un'epoca in cui l'arte spesso scompare dopo quarantotto ore di social, c'è qualcosa di radicalmente controcorrente nel scolpire la pietra. Qualcosa che dura.

Info e contatti: Scultore Egidio Iovanna — Via Emilio Scaglione 28/31, 80145 Capodimonte, Napoli | galleriabreccia@gmail.com | +39 366 685 3309