La Basilicata è una delle regioni che ha più di altre mantenuto pressoché intatta la sua autenticità: nei borghi il tempo pare essersi fermato e le tradizioni affondano le radici in tempi antichissimi. Così è a San Mauro Forte, grazioso paese in provincia di Matera circondato da colline, uliveti e vigneti, dove in pieno periodo carnevalesco si celebra una festa che rievoca il ciclo delle stagioni e i riti della transumanza.
I Campanacci di San Mauro Forte è una festività che si celebra dal 15 al 19 gennaio e coincide con le celebrazioni in onore di Sant'Antonio Abate. Durante questi giorni sul borgo scende un'atmosfera cupa, con i Liberi Suonatori che si aggirano per le vie del paese suonando i campanacci: indossano mantelli e cappelli di vimini e in mano possono portare anche oggetti simbolici come bastoni, spighe di grano e nastrini colorati.
Il lugubre suono dei campanacci, maschi più allungati e femmine se sono più larghi, risuona per San Mauro Forte, in un percorso che raggiunge infine il Castello Normanno. I campanacci rivestano grande importanza nella civiltà contadina, avendo funzione propiziatoria e apotropaica, ovvero attirano un buon raccolto e allontanano gli spiriti maligni.
L'unico momento in cui campanacci tacciono è quando i Liberi Suonatori si fermano nelle cantine allestite per loro con ogni leccornia locale, dalle salsicce alla carne di maiale fino ai formaggi, al buon vino e all'olio di oliva: oltre che per i campanacci artigianali, San Mauro Forte è infatti soprannominata La Città dell'Olio.
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