A Cocullo, piccolo borgo dell'aquilano sito a 900 mt di altezza con le vette della Maiella sullo sfondo, si svolge uno dei riti più suggestivi non solo dell'Abruzzo ma anche di tutta Italia: si tratta del Rito dei Serpari.
Questa antica usanza si svolge generalmente ogni primo maggio in occasione della Festa di San Domenico Abate, santo che visse nel paese sette anni e considerato protettore dal mal di denti e dal morso dei serpenti.
Il Rito dei Serpari si verifica quando, dopo la benedizione dei dolci tipici ciambellanti nella Chiesa duecentesca di Santa Maria delle Grazie e la messa nella Chiesa di San Domenico, la statua del santo esce dalla chiesa. In quel momento i serpari, figura celebrata ne "La fiaccola sotto il moggio" di D'Annunzio, ricoprono completamente la statua di serpenti: l'atmosfera è vibrante ma anche tesa in quanto se i serpenti ricoprono gli occhi della statua l'auspicio per la comunità non è dei migliori.
I serpari escono per le campagne di Cocullo fino a un mese prima per catturare serpenti, solitamente cervoni, custodendoli in cassette di legno, nutrendoli con uova e togli, fino al giorno della festa. La presenza delle serpi caratterizza ogni piazza e vicolo della città, con i visitatori che possono avvicinare questi esemplari comunque non velenosi. Durante la festa, i fedeli visitano la Chiesa di San Domenico dove i fedeli seguono la tradizione di tirare con i denti una campanella per proteggersi dalle patologie orali e di raccogliere la terra benedetta da una grotta per portarla a casa e proteggersi dal male.
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